Il progetto di recupero dell'antica strada romana della Val di Ronchi

Nella parte occidentale della Lessinia, incastonata tra i rilievi che separano la Valle d'Illasi dalla Val di Mezzane, si snoda un tracciato antichissimo la cui origine risale all'epoca imperiale romana. La Val di Ronchi, oggi area rurale e boschiva del Comune di Badia Calavena, custodisce i resti di una via che collegava gli insediamenti della montagna veronese con la pianura, snodo strategico per i traffici commerciali e militari verso il municipium di Verona. Il progetto di recupero di questa arteria storica, promosso dall'amministrazione comunale in collaborazione con la Soprintendenza e le associazioni locali, intende riportare alla luce un patrimonio dimenticato e restituirlo alla collettività.

L'intervento non si limita al semplice restauro conservativo, ma punta a integrare la strada in un circuito culturale e naturalistico capace di attrarre residenti, studiosi e viaggiatori. La riscoperta dei basoli, dei margini e dei ponti originali permetterà di leggere il paesaggio con occhi nuovi, offrendo al contempo un'occasione di riflessione sulle radici profonde che legano Badia Calavena al mondo romano. Nei prossimi mesi il cantiere prenderà forma con una serie di azioni coordinate che coinvolgeranno archeologi, volontari e cittadini.

Le origini della via consolare e il suo ruolo nella romanizzazione

La rete stradale della Venetia et Histria rappresentava uno dei sistemi viari più articolati dell'intero Impero, capace di connettere i centri alpini con la pianura padana e i porti dell'Adriatico. La strada che attraversa la Val di Ronchi faceva parte di un tracciato secondario, ma fondamentale per lo sfruttamento delle risorse silvo-pastorali della Lessinia e per il controllo dei passi montani. Le fonti itinerarie antiche, come la Tabula Peutingeriana, menzionano percorsi che si avvicinavano a queste vallate, confermando l'esistenza di infrastrutture viarie consolidate già nel I secolo d.C.

Lungo il tracciato sono stati rinvenuti, negli ultimi decenni, frammenti di selciato, cippi miliari e resti di strutture murarie che testimoniano la continuità d'uso del percorso anche in epoca medievale. La via assunse un ruolo decisivo nei collegamenti tra i castelli della zona, tra cui quello che ancora oggi domina l'abitato di Badia Calavena, le cui vicende storiche sono illustrate in un racconto del castello. Questa sovrapposizione di epoche rende il recupero particolarmente complesso, perché ogni metro di scavo può restituire elementi appartenenti a fasi differenti della storia locale.

Lo stato attuale del tracciato e le criticità da affrontare

Dopo secoli di abbandono e l'avanzata del bosco, il percorso è oggi visibile solo a tratti, spesso nascosto dalla vegetazione spontanea o interrotto da frane e smottamenti. In alcuni punti i basoli originali sono stati asportati, mentre in altri sono ancora integri sotto uno strato di humus e muschio. La Soprintendenza ha condotto indagini preliminari che hanno permesso di mappare circa tre chilometri di tracciato, evidenziando sia le porzioni meglio conservate sia quelle compromesse dall'erosione e dall'attività agricola recente.

Tra le criticità principali figurano l'instabilità di alcuni versanti, la presenza di piante infestanti che hanno danneggiato il sottofondo e la frammentazione della proprietà fondiaria, che rende necessari accordi con diversi proprietari terrieri. A queste si aggiungono le normali difficoltà logistiche legate all'accesso di mezzi pesanti in un'area montana, dove le strade carrozzabili esistenti sono strette e talvolta impervie. Il progetto prevede soluzioni tecniche attente alla sostenibilità, privilegiando materiali locali e tecniche a basso impatto ambientale, in accordo con l'Ente Parco della Lessinia.

Gli obiettivi del piano di recupero

L'iniziativa si articola attorno a tre direttrici principali: tutela, valorizzazione e accessibilità. La tutela riguarda il consolidamento del selciato, la pulizia del piano viario e la protezione dei reperti mediante sistemi di drenaggio che evitino ristagni d'acqua e infiltrazioni. La valorizzazione prevede invece l'allestimento di pannelli illustrativi, aree di sosta e punti panoramici che permettano al visitatore di comprendere la portata storica del luogo. L'accessibilità, infine, mira a rendere il percorso percorribile a piedi e in bicicletta da un'utenza ampia, comprese le famiglie con bambini e le persone con mobilità ridotta.

Accanto a questi obiettivi materiali, il progetto si propone di attivare una rete di collaborazioni con scuole, università e centri di ricerca, favorendo campagne di scavo partecipate e tirocini formativi. L'idea è che il cantiere diventi esso stesso un laboratorio didattico, capace di trasmettere competenze sull'archeologia preventiva, sul restauro delle pietre e sulla gestione del paesaggio culturale. La dimensione educativa si intreccia così con quella identitaria, rafforzando il senso di appartenenza della comunità al proprio territorio, e si completa con la creazione di un centro di documentazione permanente dove conservare i reperti rinvenuti durante gli scavi.

Le fasi dell'intervento e il cronoprogramma

Il piano esecutivo si sviluppa su un arco triennale, con avvio dei lavori previsto nella prossima primavera e conclusione entro la fine del terzo anno. La prima fase sarà dedicata alla pulizia del tracciato, alla rimozione controllata della vegetazione e alla messa in sicurezza dei punti critici. La seconda fase prevede gli scavi archeologici stratigrafici, condotti sotto la supervisione della Soprintendenza, con il recupero e la catalogazione di ogni elemento rinvenuto. La terza e ultima fase riguarderà il ripristino del selciato, la posa della segnaletica e l'inaugurazione ufficiale del percorso.

Il finanziamento complessivo ammonta a circa 450.000 euro, reperiti attraverso fondi regionali, contributi europei dedicati alla valorizzazione dei cammini storici e una quota di cofinanziamento comunale. Una parte consistente delle risorse sarà destinata alla formazione di figure professionali locali, come muratori specializzati nel restauro lapideo e guide ambientali, creando così nuove opportunità occupazionali nel settore del turismo culturale sostenibile.

Fase Periodo Attività principali Costo stimato Risultato atteso
1. Preparazione Primavera - Autunno Pulizia vegetazione, messa in sicurezza, indagini geologiche 90.000 € Tracciato visibile e accessibile al cantiere
2. Scavo archeologico Inverno - Primavera successiva Scavi stratigrafici, catalogazione reperti, rilievi 150.000 € Mappatura completa dei resti antichi
3. Restauro Estate - Autunno Ripristino basoli, drenaggi, consolidamento murature 160.000 € Selciato originale recuperato
4. Allestimento e apertura Inverno - Primavera Pannelli, segnaletica, aree sosta, inaugurazione 50.000 € Percorso fruibile dal pubblico

Durante la fase di scavo è prevista la presenza costante di un'équipe di archeologi professionisti affiancati da volontari formati. I materiali rinvenuti saranno sottoposti a un primo intervento di pulizia in loco, per poi essere trasferiti nel laboratorio del centro di documentazione, dove saranno restaurati, catalogati secondo gli standard della Soprintendenza e resi disponibili per la consultazione pubblica.

L'impatto sul patrimonio culturale e naturalistico

Il recupero della strada romana si inserisce in una strategia più ampia di tutela del paesaggio della Lessinia, area riconosciuta come Parco Naturale Regionale e caratterizzata da una biodiversità di rilievo europeo. L'intervento è stato progettato per minimizzare l'impatto sugli habitat esistenti, evitando sbancamenti eccessivi e tutelando le specie vegetali protette presenti nei prati aridi e nei boschi di carpino nero. Le fasce di rispetto lungo il tracciato saranno mantenute a vegetazione spontanea, per garantire corridoi ecologici continui tra le aree boscate.

Sul piano culturale, il progetto darà impulso alla riscoperta di altre emergenze storiche della valle, tra cui antiche corti rurali, capitelli votivi e resti di mulini ad acqua. La strada potrà così diventare l'asse portante di un itinerario tematico dedicato alla memoria dei luoghi, capace di dialogare con le iniziative già attive nei comuni vicini. Nei prossimi anni l'obiettivo è candidare l'intero percorso nella rete nazionale dei cammini storici, ottenendo un riconoscimento che ne amplifichi la visibilità e favorisca la collaborazione con l'Università di Verona per programmi di ricerca sull'antropizzazione storica della Lessinia.

Il collegamento con la rete sentieristica della Lessinia

La Val di Ronchi si trova in una posizione strategica rispetto ai grandi itinerari escursionistici che attraversano la Lessinia, come l'Alta Via dei Monti Lessini e il Sentiero Europeo E5. Il recupero della strada romana permetterà di creare un collegamento diretto tra questi percorsi, offrendo ai camminatori un'alternativa ricca di storia e di suggestioni. Lungo il tracciato sono previsti punti di interscambio con i sentieri CAI, dove i visitatori potranno scegliere tra diverse varianti di percorso a seconda del livello di difficoltà desiderato.

L'integrazione con la rete sentieristica esistente richiederà la definizione di accordi specifici con le sezioni CAI di Verona e Vicenza, nonché con le amministrazioni dei comuni limitrofi. Sono già in corso incontri tecnici per armonizzare la segnaletica, definire i punti tappa e garantire la manutenzione ordinaria del nuovo tratto. Una mappa digitale interattiva, accessibile dal sito del Comune, accompagnerà i turisti nella pianificazione delle escursioni, indicando tempi di percorrenza, dislivelli e servizi disponibili nei dintorni.

Come partecipare al progetto

Il cantiere del recupero sarà aperto alla partecipazione attiva dei cittadini attraverso diverse forme di volontariato. Sono previste giornate di lavoro aperto, dedicate alla pulizia del tracciato e alla movimentazione di materiali sotto la guida degli archeologi, oltre a iniziative di crowdfunding per la raccolta di fondi destinati all'acquisto di strumenti e attrezzature. Le scuole del territorio potranno aderire a laboratori didattici che si svolgeranno direttamente sul sito durante le fasi di scavo.

Per chi desidera contribuire in modo continuativo, è in fase di costituzione un comitato di amici della strada romana, un'associazione di promozione sociale che seguirà la manutenzione del percorso una volta inaugurato e organizzerà eventi culturali, visite guidate e attività di ricerca. L'adesione al comitato è gratuita e aperta a tutti i residenti e appassionati di storia locale che vogliano mettere a disposizione tempo e competenze.

Indicazioni pratiche per visitare il cantiere e i dintorni

La posa della prima pietra del nuovo selciato è prevista per la tarda primavera, in coincidenza con la Giornata Nazionale dei Cammini, e rappresenterà il momento in cui la comunità potrà concretamente riappropriarsi di un tratto della propria storia. Per assistere all'evento è necessario iscriversi entro la settimana precedente attraverso l'ufficio turistico comunale.